Lignano, al Friuli l’oscar per l’ospitalità balneare
Tre realtà in un solo nome: Lignano. Siamo nella parte litoranea del Friuli, là, dove Ernest Hemingway scoprì questi luoghi, ai tempi della Grande Guerra, e li paragonò alla costa della Florida. Grandi distese di sabbia dove da diversi anni è issata la Bandiera Blu per la tutela dell’ambiente. E’ questo il territorio di Lignano che, come si diceva prima, si compone di tre favolose città pensate per la vacanza. La più nota è Lignano Sabbiadoro, un nome che la dice tutta su questo particolare angolo adriatico. Poi, c’è Lignano pineta, col passeggio elegante e l’ombra dei giardini che rende più piacevole il ritorno dalla spiaggia. Infine, ma non da ultimo, Lignano Riviera, la zona più rilassante, immersa nel verde e nella tranquillità.
Da qui è facile visitare paesi come Precenicco, Marano Lagunare, Latisana e Palazzolo, custodi di piccoli tesori d’arte e architettura. In batana, la barca lagunare a fondo piatto, o in bicicletta, lungo piste ciclabili o sentieri secondari per i più avventurosi, che si snodano in una fitta rete di fiumi, rogge e canali dove le acque dolci si mescolano a quelle marine, si raggiunge la Riserva naturale della foce dello Stella. Un luogo dove natura e ambiente trovano un equilibrio perfetto, dove la magica luce della laguna, le anatre, gli aironi e altre innumerevoli specie di uccelli, fanno riscoprire un vero paradiso naturale.
In questo pezzo di costa, una sorta di finestra sul bacino Mediterraneo, proprio dove l’Adriatico sembra voler penetrare il cuore dell’Europa, ancora oggi si raccolgono le tracce delle civiltà latina, germanica e slava che vi passarono. Sulle grandi sabbie morbide e ondulate, dall’inconfondibile colore bruno-dorato, così come nelle rocce bianche fitte di vegetazione, a strapiombo su di un mare accogliente, caratterizzato da bassi fondali e onde gentili.
La Redazione
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