L'Intervista a Francesco Cinelli
L’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee
di Rosaria Cimino
In questo numero, Paesaggiritrovati.it ha intervistato Francesco Cinelli, Presidente dell’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee. Occasione dell’incontro, la Mostra “I più grandi e più Piccoli”, di Alberto Muro Pelliconi, fotografo di fama mondiale, che si prolungherà fino al 6 gennaio presso la libreria “Il Mare” di Roma.
Dottor Cinelli, che valore assume questa mostra nell’ambito del Suo lavoro e della Sua Accademia?
῎Una splendida occasione per valorizzare l’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee, in un momento di forte stasi. Per questo motivo, ho pensato ad Alberto Muro Pelliconi, fra i fotografi subacquei maggiormente conosciuti e premiati, anche a livello mondiale, per la qualità dei suoi lavori῎.
Quindi, per Lei, l’immagine acquisisce un significato importante, in questo ambito?
῎Direi fondamentale. Le immagini, oltre alla loro bellezza intrinseca, hanno un grande significato a livello di documentazione scientifica. In questo senso, il contributo dato da Pelliconi è importantissimo perché le sue foto restituiscono immagini altrimenti difficili da vedere. Per me, che sono un biologo marino, hanno una sorta di plusvalore῎.
῎Sono diventato Presidente dell’Accademia il primo ottobre scorso. In realtà, ero già membro da molti anni, quindi conoscevo benissimo le condizioni di trascuratezza in cui versava da tempo῎.
Ma com’ è nata l’Accademia e che cosa ne ha determinato il successivo declino?
῎L’Accademia nasce 50 anni fa ad Ustica, con una manifestazione del 1960, come avvenimento di supporto e sponsorizzazione delle attività subacquee. Da subito, ha ottenuto il sostegno dell’Ente del Turismo di Palermo, una cosa eccezionale per quei tempi, in quanto le indagini sottomarine si erano sviluppate poco prima. Nel corso degli anni, ha vissuto un periodo fiorente, sostenendo e pubblicizzando le attività subacquee, attraverso la stesura di 40 Quaderni e l’istituzione del Premio “Tridente d’oro”, una sorta di Oscar del mare. Negli ultimi tempi, invece, purtroppo la mancanza di finanziamenti ne ha provocato una lenta ma inesorabile arretratezza῎.
Quali sono, allora, le strategie da perseguire per consentirne una rapida ripresa?
῎Sicuramente, una costante attività di marketing e di sponsorizzazione del mondo sottomarino e delle attività ad esso connesse. Un’altra idea, è quella di trasformare l’Accademia in una Onlus, per ottenere anche finanziamenti di tipo pubblico. Insomma, stiamo lavorando perché i risultati ottenuti in questi anni dalle attività subacquee non vengano perduti né tantomeno dimenticati῎.
A proposito, cosa pensa della Convenzione, da poco ratificata dall’Italia, sulla protezione del Patrimonio Culturale Subacqueo?
῎Credo che l’archeologia subacquea non abbia avuto sufficiente sostegno e meritato interesse da parte delle autorità competenti. Questa Convenzione è un bel traguardo, ma ci si poteva pensare prima῎.
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