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LE ‘DESTINAZIONI DELL’EDEN’ - L'impegno dell'Europa in ambito turistico passa anche attraverso interventi di valorizzazione dei territori come il progetto ‘Eden’ (European Destination of Excellence), lanciato nel 2006 dalla Commissione europea per promuovere le destinazioni d’eccellenza minori, lontane dal turismo di massa, in cui gli obiettivi di crescita economica siano in sintonia con un modello sostenibile di attività turistica. Per la quarta edizione, quella del 2010 è stato scelto il tema del ‘Turismo acquatico’ e il Comitato Nazionale di Valutazione ha selezionato il Comune di Monte Isola, sul Lago di Iseo, Brescia. Il riconoscimento ufficiale sarà conferito a fine settembre, a Bruxelles, durante la Giornata Europea del Turismo.
UNA SPIAGGIA PER FIDO - E' l'obiettivo dell'ordinanza che il ‘Comitato per la creazione di un'Italia animal friendly’, istituito presso il Ministero del Turismo, ha realizzato insieme all’Anci, per andare incontro alle esigenze di milioni di italiani, contrastare l’odioso fenomeno dell’abbandono estivo e aumentare la competitività della nostra offerta turistica. Il provvedimento, che prevede l'individuazione di un tratto di spiaggia libera, ‘animal friendly’ appunto, destinata ad accogliere gli animali d'affezione, specifica che l'accesso sarà consentito ai cani ‘regolarmente iscritti all'anagrafe canina’ e pone comunque una serie di obblighi a carico dei detentori: dall'eliminazione delle deiezioni al controllo e alla conduzione degli animali, che potranno fare il bagno solo nello specchio di mare antistante la spiaggia. I centri che per primi lo recepiranno, verranno premiati come ‘Comuni a 5 stelle’.
AGRITURISMI, VERSO UNA CLASSE UNICA - E' di recente approvazione la nuova classificazione per queste strutture in Italia, ad opera dell'Osservatorio Nazionale dell'agriturismo. Il documento ha come obiettivo quello di uniformare i criteri di selezione a riguardo, per rispondere ad un'esigenza di trasparenza nei confronti dei turisti. Il punteggio da attribuire ad ogni azienda non avverrà più solo in base al confort offerto, come accade oggi, ma secondo una gamma di criteri molto più precisi come, ad esempio, la ‘tipicità’ dell'offerta rispetto al territorio circostante, la professionalità dell'operatore o la possibilità di nuovi posti di lavoro.
RISTORANTI CERTIFICATI MADE IN ITALY - Un marchio in grado di garantire che i ristoranti italiani all’estero siano davvero Made in Italy, ed entro l’anno, la sicurezza che servizi e prodotti abbiano radici ben piantate nella nostra Penisola. E’ il progetto ‘Ristoranti italiani nel mondo’, secondo cui saranno oltre mille gli esercizi che potranno sfoggiare il logo per certificare il rispetto di un decalogo della cultura della buona tavola. Parametri che vanno dall’assicurare al cliente una percentuale di piatti e ricette della tradizione del Belpaese non inferiore al 50% (la carta dei vini deve contenere almeno 20 produzioni nazionali su 100), all’avere ai fornelli un capocuoco in grado di preparare pietanze tipiche italiane. Un buon modo per contrastare anche l’avanzata della pirateria agroalimentare che ogni anno ci fa perdere 50 miliardi di euro e svilisce la nostra apprezzata tradizione.
EASY ITALIA, IL SERVIZIO PER TURISTI - Presentato a Düsseldorf dal Ministero del Turismo italiano, è la nuova linea amica per il turismo. Un servizio di assistenza per i turisti stranieri in Italia, in funzione dal 15 maggio in sei lingue: inglese, francese, spagnolo, cinese, russo e tedesco. Chiamando il numero 039039039, al costo di una telefonata urbana, sarà possibile ricevere non solo informazioni di viaggio, ma una anche vera e propria assistenza qualificata. Gli operatori che risponderanno alla richiesta del turista, infatti, cercheranno di risolvere qualsiasi problema, per rendere ancora più piacevole il soggiorno nel Bel Paese.
PRIMO CORSO DI FOTOGIORNALISMO – A partire dal 2010 Paesaggiritrovati.it organizza il primo corso di Fotogiornalismo a Roma. Fotoreporter e giornalisti di professione terranno un ciclo di lezioni settimanali sul tema per tutti gli appassionati di immagini che abbiano una storia da raccontare. Info al numero di telefono 3492209766, oppure scrivete a paesaggiritrovati@gmail.com.
 

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Venerdì 27 Marzo 2009 13:42

Quel che resta dell'antico porto a sud del Golfo di Salerno

Una barriera di blocchi di pietra tutti allineati, sembrano scogli da dove è possibile fare a gara di tuffi. E’ quel che resta oggi di un antico bacino portuale a San Marco di Castellabate, a sud del Golfo di Salerno.
Questo porto, di epoca romana, non lontano da quello moderno, era formato da due muraglioni laterali con un’apertura al centro dove ancora oggi, su un fondale di soli 6 metri, è ben piantata una torre completamente sommersa.
Gli studiosi rivelano che per costruire questo, come tanti altri porti del tempo, era necessario trasportare via mare, per mancanza di collegamenti terrestri utili, carichi enormi di materiale, che qualche volta andavano anche persi. Le vie del mare, in effetti, rappresentavano nell’antichità le più sviluppate vie di scambio e di commercio, non solo per quelle che furono poi le grandi città marinare, ma anche per i piccoli centri come San Marco. Terra fruttuosa di quei prodotti tipici che, pur non avendo allora tutta la pubblicità che hanno oggi, già spopolavano. Ne sono prova concreta i frammenti rinvenuti di anfore, unico contenitore conosciuto per provviste di olio, grano e vino.

In realtà la presenza di questo bacino era strategica in quel momento così come lo è adesso.
All’interno dell’area di forma rettangolare i romani introdussero due banchine per chiudere lo specchio d’acqua e proteggere le imbarcazioni dai venti. Strutture oggi ancora semiemergenti e da cui è iniziata tutta una serie di ricerche archeologiche subacquee che hanno ridato vita ed interesse ad una zona quasi sconosciuta ai turisti italiani e stranieri. Le indagini hanno riguardato soprattutto il pilastro posto al centro dei due antichi filari di pietre. Ad incuriosire è stata la strana posizione e funzionalità di un blocco simile. L'ipotesi storica è che tutta l’area di San Marco sia stata interessata da un profondo movimento tellurico, che spezzando il pilastro in due ha provocato un violento terremoto. 

Questa scoperta, in realtà, ci dice anche quanto fosse importante all'epoca la creazione di un polo strategico sulle punte estreme della costa cilentana. Le antiche imbarcazioni che trasportavano cibi, spezie e tessuti, infatti, avevano necessariamente bisogno di punti d’appoggio a vista su quelle insenature strette e profonde tipiche della terra campana, come Punta Campanella e Licosa o Capo Miseno e Palinuro. Non stupisce più dunque che gli antichi romani vollero un porto di tali dimensioni proprio lì.

E allo stesso modo ai giorni nostri, le scoperte venute alla luce hanno portato la Soprintendenza, verso la fine degli anni novanta, a considerare questa testimonianza storica di tale importanza turistica da installare un impianto di illuminazione subacquea per tutta l’area. Così chiunque, oggi come allora, potrà osservare l’antico bacino, dalla banchina verso il lato interno del molo.

La Redazione

In collaborazione con Alessandro Tagliapietra di Argo, Gruppo Ricerche Subacquee di Venezia

QUESTO ARTICOLO LO TROVI NELLA RUBRICA: SOMMERSO

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