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FOTOGRAFIA DEL PAESAGGIO – L'Associazione Paesaggi Ritrovati organizza corsi di Fotografia del paesaggio. Fotoreporter di professione terranno lezioni nei fine settimana sul tema, per tutti gli appassionati di immagini che abbiano una storia da raccontare in mezzo alla natura. Info al numero di telefono 3492209766, oppure scrivete a paesaggiritrovati@gmail.com.
VACANZE ECOSOSTENIBILI IN PICCHIATA – Secondo le statistiche, per l'83% degli italiani la sostenibilità della vacanza è considerata una necessità, oltre che una scelta, assieme alla preoccupazione dei danni che si possono procurare all'ambiente. Sono i giovani a dimostrare i timori maggiori, specie per il rischio cementificazione (80%). Sono dati del I rapporto su Turismo sostenibile ed ecoturismo presentato alla Bit, la Borsa Italiana del Turismo di Milano. Nella classifica delle attrazioni turistiche vincono la natura incontaminata e le bellezze paesaggistiche, seguite a ruota da cultura, storia e arte.
ENOGASTRONOMIA PER RILANCIARE IL TERRITORIO - La buona cucina e il buon vino valgono un viaggio. A confermarlo, un sondaggio di TripAdvisor, autorevole community dei viaggiatori europei, che parla del 40% di turisti europei pronti a programmare una vacanza eno-gastronomica per quest'anno in Italia. Secondo un'analisi sui dati dell'Osservatorio nazionale del turismo, inoltre, i viaggi enogastronomici valgono circa 5 miliardi di euro e sono sempre di più gli italiani che scelgono una vacanza all’insegna della buona tavola.
VACANZE SICURE, ANCHE CON I PIU’ PICCOLI – E’ record di chiamate al call center del Ministero del Turismo da quando è stato attivato il servizio ‘Easy Italia-Vacanze sicure’, per tutti gli italiani che vogliono programmare un viaggio all'estero. Da diverso tempo, ormai, il numero 039039039 fornisce anche informazioni sulle aree più “calde” del mondo, cioè sulle destinazioni dove, temporaneamente, è sconsigliato recarsi o dove è necessario muoversi con prudenza. Le notizie sono disponibili anche sul portale www.italia.it alla pagina “Vacanze sicure”, collegata ai siti specializzati della Farnesina, che ha già registrato migliaia di accessi. La maggior parte delle richieste hanno riguardato l’area del Nord Africa e del Medio Oriente, mete da evitare per il momento. In realtà, viaggiare al sicuro in Paesi lontani, anche con i bambini e anche dove le condizioni igienico-sanitarie non corrispondono agli standard occidentali, è possibile. Basta pianificare la vacanza con cura e prendere le debite precauzioni, seguendo i consigli del vademecum “In viaggio con i bambini”, realizzato dal Ministero con la collaborazione del Dipartimento materno-infantile dell'ospedale Luigi Sacco e Fatebenefratelli di Milano. Il manuale, diffuso in versione cartacea, si può scaricare anche dal portale Italia.it.
NASCE IL REGISTRO NAZIONALE DELLE IMPRESE STORICHE – E’ un’iniziativa di Unioncamere in occasione della ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Le 150 imprese nazionali più antiche, che nel tempo hanno trasmesso alle generazioni successive il loro patrimonio di esperienze e valori imprenditoriali, sono state premiate con una cerimonia pubblica a Roma, in occasione della giornata conclusiva delle varie iniziative del sistema camerale per celebrare il 150° dell’Unità nazionale. L’iniziativa è rivolta a tutte le imprese attive di qualsiasi forma giuridica operanti in qualsiasi settore economico, iscritte al Registro Imprese, con esercizio ininterrotto dell’attività nell’ambito del medesimo settore merceologico per un periodo non inferiore a 100 anni. A validare le informazioni dal punto di vista storico scientifico, è previsto un apposito Comitato che sovrintende la tenuta e l’aggiornamento dell’elenco.
 

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Venerdì 27 Marzo 2009 13:42

Quel che resta dell'antico porto a sud del Golfo di Salerno

Una barriera di blocchi di pietra tutti allineati, sembrano scogli da dove è possibile fare a gara di tuffi. E’ quel che resta oggi di un antico bacino portuale a San Marco di Castellabate, a sud del Golfo di Salerno.
Questo porto, di epoca romana, non lontano da quello moderno, era formato da due muraglioni laterali con un’apertura al centro dove ancora oggi, su un fondale di soli 6 metri, è ben piantata una torre completamente sommersa.
Gli studiosi rivelano che per costruire questo, come tanti altri porti del tempo, era necessario trasportare via mare, per mancanza di collegamenti terrestri utili, carichi enormi di materiale, che qualche volta andavano anche persi. Le vie del mare, in effetti, rappresentavano nell’antichità le più sviluppate vie di scambio e di commercio, non solo per quelle che furono poi le grandi città marinare, ma anche per i piccoli centri come San Marco. Terra fruttuosa di quei prodotti tipici che, pur non avendo allora tutta la pubblicità che hanno oggi, già spopolavano. Ne sono prova concreta i frammenti rinvenuti di anfore, unico contenitore conosciuto per provviste di olio, grano e vino.

In realtà la presenza di questo bacino era strategica in quel momento così come lo è adesso.
All’interno dell’area di forma rettangolare i romani introdussero due banchine per chiudere lo specchio d’acqua e proteggere le imbarcazioni dai venti. Strutture oggi ancora semiemergenti e da cui è iniziata tutta una serie di ricerche archeologiche subacquee che hanno ridato vita ed interesse ad una zona quasi sconosciuta ai turisti italiani e stranieri. Le indagini hanno riguardato soprattutto il pilastro posto al centro dei due antichi filari di pietre. Ad incuriosire è stata la strana posizione e funzionalità di un blocco simile. L'ipotesi storica è che tutta l’area di San Marco sia stata interessata da un profondo movimento tellurico, che spezzando il pilastro in due ha provocato un violento terremoto. 

Questa scoperta, in realtà, ci dice anche quanto fosse importante all'epoca la creazione di un polo strategico sulle punte estreme della costa cilentana. Le antiche imbarcazioni che trasportavano cibi, spezie e tessuti, infatti, avevano necessariamente bisogno di punti d’appoggio a vista su quelle insenature strette e profonde tipiche della terra campana, come Punta Campanella e Licosa o Capo Miseno e Palinuro. Non stupisce più dunque che gli antichi romani vollero un porto di tali dimensioni proprio lì.

E allo stesso modo ai giorni nostri, le scoperte venute alla luce hanno portato la Soprintendenza, verso la fine degli anni novanta, a considerare questa testimonianza storica di tale importanza turistica da installare un impianto di illuminazione subacquea per tutta l’area. Così chiunque, oggi come allora, potrà osservare l’antico bacino, dalla banchina verso il lato interno del molo.

La Redazione

In collaborazione con Alessandro Tagliapietra di Argo, Gruppo Ricerche Subacquee di Venezia

QUESTO ARTICOLO LO TROVI NELLA RUBRICA: SOMMERSO

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