Sperlonga, immacolata perla del Tirreno
Case in calce bianca adagiate su una collina scoscesa. Resti di antiche costruzioni che testimoniano un passato ricco di storia e cultura. Piccole viuzze che, incrociandosi continuamente fra di loro, conducono lungo immense distese di spiagge, cornici del limpido mare del Tirreno. Già da questo numero, la redazione di Paesaggiritrovati.it ha cominciato a respirare aria di estate in uno dei borghi marinari più puliti del nostro Paese: Sperlonga.
Un vero e proprio capolavoro della natura che conserva ancora praticamente intatto il suo nucleo originario, dal sapore tipicamente mediterraneo, con costruzioni tinte di bianco, unite fra di loro da piccoli archi che vanno a sovrastare le ristrette stradine. Il tutto, fra uno scorcio di mare ed un altro di cielo, in un’aria intrisa di amore e rispetto per un universo tanto spettacolare quanto antico.
A questo proposito, si narra che Sperlonga fu fondata dagli spartani e abitata fin dall’età del Paleolitico. Successivamente, in età imperiale, la città passò sotto il dominio di Roma, diventando, per la sua bellezza, residenza estiva del patriziato romano e centro importante per il rifornimento del pesce, come testimoniano ancora oggi le peschiere rinvenute. A rendere ancora più particolare e suggestiva la cittadina, sono le numerose grotte marine che conservano frammenti di importanti sculture, fra cui il “Polifemo accecato”. Da non perdere è, poi, la Grotta di Tiberio, a poco più di 1 Km dal paese, che va a costituire un tutt’uno con i resti dell’omonima villa sovrastante, voluta proprio dall’Imperatore romano.
Già allora, infatti, Tiberio amava passare lungo tempo nella fresca quiete di questo borgo, figlio di una natura generosa, tanto da costruirvi la propria residenza e raccogliervi numerose opere d’arte. Oggi, molti secoli dopo, sembra proprio che il valore storico e la bellezza ‘artistica’ di Sperlonga siano rimasti immutati nel tempo, continuando a regalare grandi emozioni ai propri visitatori.
Rosaria Cimino
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