Tremiti, paradiso d'acqua e di terra
Narra la leggenda che Diomede, re di Argo, dirottato da una forte tempesta, venne condotto in una terra sconosciuta circondata da splendide acque. Il sovrano, allora, gettò in mare tre giganteschi massi, portati con sé da Troia, da cui poi sarebbero nate San Domino, San Nicola e Capraia.
E’ il nome di tre delle cinque isole che compongono le Tremiti, arcipelago pugliese, sulla costa adriatica. Completano lo scenario Cretaccio e Pianosa. Quest’ultima dista dalle altre 12 miglia ed è l’unica non raggiungibile, in quanto giudicata riserva marina integrale. Alle restanti quattro, invece, è possibile arrivare comodamente con gommoni o altre imbarcazioni.
In particolare, San Domino, l’unica dotata di una spiaggia sabbiosa, e San Nicola, dove risiede la maggior parte della popolazione, sono le sole due isole abitate, visibili in autonomia, anche a piedi. Capraia, la seconda per grandezza, e Cretaccio, un enorme cumulo di creta incastonato tra San Domino e San Nicola, sono accessibili solo tramite i frequenti acqua-taxi della zona.L'intero arcipelago, poi, è circondato da una folta pineta che degrada lentamente verso il mare, lungo una miriade di calette suggestive. Navigando lungo la costa di San Domino, ci si imbatte inoltre, nelle tre più famose grotte delle Tremiti: le Viole, le Rondinelle e la grotta del Bue Marino, chiamata così perché abitata in tempi lontani da alcuni esemplari di Foca Monaca.
Un luogo dove la leggenda si mescola ad una realtà da paradiso terrestre, dunque, che racchiude millenni di storia a portata di mano ed alla vista di chiunque. In poche parole, un grande museo a cielo aperto.
La Redazione
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